Tre indizi un giallo: “Boccanera” di Michèle Pedinielli

Come diceva Valerio Evangelisti, scrittore e appassionato sostenitore della letteratura di genere (i suoi principali scritti sull’argomento li trovate nel fondamentale “Le strade di Alphaville”, Odoya, 2022), se c’è una cosa che i francesi sanno fare è scrivere noir. In Francia, del resto, la letteratura popolare è da sempre tenuta in alta considerazione anche dalla critica, a differenza che in Italia, dove i giallisti, anche quando hanno successo, sono guardati di traverso dall’accedemia.

Un’altra cosa che notava Evangelisti è che il noir francese abbonda di autori dal cognome italiano e in questo elenco possiamo inserire anche Michèle Pedinelli: padre corso e madre francese di origini italiane ha esordito nel 2018 con “Boccanera” il primo romanzo di una serie che finalmente approda in Italia grazie a Fandango e alla efficace traduzione di Luca Bondioli.

Un romanzo grondante adrenalina con una protagonista, l’investigatrice privata Ghjulia Boccanera detta “Diou”, che dà almeno tre buone ragioni alla Fandango per pubblicare, speriamo, gli altri episodi della serie.

1. Una Nizza nera, anzi, nerissima

Avete amato la Marsiglia di Jean-Claude Izzo o la Barcellona di Manuel Vazquez Montalban? Allora preparatevi ad amare la Nizza di Michèle Pedinelli. Boccanera abita il cuore antico della sua città, quella della città vecchia aggredita dalla gentrificazione, dei locali queer, di quello che rimane del porto.

La percorre in moto o di corsa (è una runner) per scoprire chi ha ucciso il ricco compagno del suo giovane e affascinante cliente. Un omicidio di matrice omofoba o c’è dell’altro? Un caso pericoloso che metterà a rischio la vita della protagonista e macchierà di molto sangue la Promenade des Anglais.

2. Una protagonista cool e senza freni 

“Diou” Boccanera, con i suoi inseparabili boots, è divorziata dal poliziotto Jo e vive insieme a un amico bohémien. È una dura che non si prende sul serio, ha dei valori incrollabili e se prende a cuore una causa, niente la potrà fermare. Non un personaggio “nuovo”, ma Michèle Pedinelli riesce a renderlo vivo, vivissimo, soprattutto grazie al linguaggio: autentico, svelto, popolare. Spesso il buon giallista si riconosce dalla qualità dei dialoghi e in “Boccanera” sono di grande livello.

3. Quando la riviera diventa un inferno

Nizza è una città scintillante, il cuore di una delle riviere più famose del mondo. Qui tutto, o quasi, è sacrificato al turismo e alla speculazione edilizia. Non è una metropoli, ma il crimine vi dilaga come se lo fosse, perché c’è molta carne da spolpare e molti lupi pronti a farlo.

Come fa Serge Quadruppani in “La breve stagione” Pedinelli ci mostra cosa si annida dietro lo sfarzo del turismo e del rinnovamento urbanistico: corruzione, violenza, estremismi di destra e il sale di ogni terra del crimine: l’avidità. In Francia il noir non ha paura di sporcarsi le mani con la società e la politica e se andrete in Costa Azzurra provate a guardarla con gli occhi di Boccanera: sarà tutta un’altra cosa, più vera.

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