di Simone Farello e Valentina Bocchino
Oggi il fenomeno di punta è il podcast “Indagini” di Stefano Nazzi (prodotto da ‘Il Post’), che non solo è leader dello streaming, ma riempie i teatri con gli spettacoli dal vivo. Ma prima c’era stato “Blu Notte”, il programma televisivo del giallista Carlo Lucarelli, poi autore anch’esso di diversi podcast. Nazzi e Lucarelli sono anche autori di ottimi libri che approfondiscono alcune delle inchieste da loro raccontate: del primo citiamo “Il volto del male” (Mondadori, 2023), del secondo “Misteri d’Italia. I casi di Blu Notte” (Einaudi, 2002), ma i titoli sono davvero molti.
In realtà il racconto dei casi di cronaca nera è sempre stato un genere molto seguito dal pubblico, attratto da casi controversi o celebri che hanno occupato le cronache dei giornali e delle televisioni, spesso creando un’attenzione morbosa verso vicende drammatiche: i delitti, si sa, “vendono” e quasi ogni caso di grande impatto ha ormai la sua bibliografia.
Ma c’è modo e modo di scrivere di true crime e per questo abbiamo deciso di fare una mappa di diversi modi in cui questo genere parallelo al giallo e al noir si sta sviluppando, proponendo opere di qualità che riscattano la dimensione voyeuristica della cronaca nera e usano il racconto dei casi per esplorare le pieghe più profonde della nostra società e quelle dell’animo umano.
Pubblicheremo tre articoli, ognuno dedicato a una tipologia specifica di racconti che ruotano intorno al true crime, iniziando con reportage di alto valore giornalistico e letterario che hanno affrontato casi passati o molto recenti e che comunque hanno segnato un’epoca. Senza morbosità, ma con tanta voglia di capire.
1. Milena Sutter: la volta in cui si tornò a parlare di pena di morte in Italia
Ci sono vicende che più di altre hanno segnato l’immaginario collettivo, chiamando in causa dinamiche sociali complesse in momenti di trasformazione delle relazioni e delle visioni del mondo. É quello che è successo con il “delitto del biondino della spider rossa” raccontato in “Milena Sutter” di Graziano Cetara (Minerva, 2023), capo della cronaca di Genova del Secolo XIX e giornalista specializzato in cronaca giudiziaria. Era il 1971 e il caso fece enorme scalpore: tanto che, quando i giudici condannarono Lorenzo Bozano all’ergastolo per l’omicidio della giovanissima Milena, si tornò a parlare – per la prima volta dopo la fine della guerra – di pena di morte. Messaggi scritti su cartelli e striscioni per la strada, interventi sui giornali e in tv, si espressero proprio tutti: cittadini, magistrati, politici, scrittori, parenti delle vittime di attentati, persino calciatori, conduttori televisivi, attori, cantanti e così via. Un primissimo anticipo delle “piazze social” di oggi.
Tra l’altro, nel 2024 abbiamo avuto il piacere di presentare il libro nella nostra rassegna “Libri in piazzetta”.
2. Avetrana: il turismo dell’orrore
Parlavamo di vicende che hanno segnato l’immaginario, a volte coincidendo con il modo con cui sono state seguite dai media. Uno dei casi più eclatanti dei tempi recenti è stato sicuramente l’omicidio di Sarah Scazzi ad Avetrana. Per approfondire consigliamo il libro di Flavia Piccinni, “Sarah: la ragazza di Avetrana” (Fandango, 2020). Conoscevamo la giornalista autrice grazie al libro-inchiesta “Bellissime” che ci è piaciuto molto, dunque ci siamo fidati dell’autrice ancora una volta e abbiamo fatto bene. Il libro – che ha ispirato la recente serie tv andata in onda su Disney+, “Avetrana. Qui non è Hollywood” – racconta bene il caso giudiziario senza risparmiare critiche al reality show dell’orrore e del grottesco che andò in scena in quei giorni drammatici. Pensavamo (speravamo) che, memori del passato, non si sarebbero più ripetute certe scene: forse, guardando lo “show” scatenatosi con la riapertura del caso dell’omicidio di Chiara Poggi, viene da pensare che ci siamo sbagliati.
3 I “Diavoli della Bassa”: il caso che anticipò Bibbiano
A pochi giorni dalla sentenza definitiva sull’inchiesta “Angeli e demoni” di Bibbiano, che ha visto smontare una vicenda che ha occupato anche lo spazio politico nazionale, è utile rileggere il libro inchiesta di Pablo Trincia “Veleno” (Einaudi) che racconta una storia forse meno nota ma che sembra il prequel del caso di Bibbiano. Da “Veleno” sono stati tratti un podcast, sempre di Pablo Trincia e una miniserie tv. Infine, è poi da poco uscito “Io, bambino zero. Come la giustizia ha fallito: la mia verità sul caso dei Diavoli della Bassa modenese” di Davide Tonelli (Vallardi, 2025, con la prefazione proprio di Trincia) che forse chiude questa incredibile vicenda.



