Il disagio di studenti e insegnanti ci riguarda: la “lezione” di Mark Fisher

In questi giorni gli studenti si stanno mobilitando per protestare contro diverse cose, tra le quali due spiccano più di altre: l’alternanza scuola lavoro e il ripristino della maturità pre pandemia, contestando in particolare la reintroduzione della seconda prova scritta.

Mentre sulla prima questione trovano molti alleati – per tanti la scuola non deve essere piegata agli interessi dell’impresa – rispetto alla seconda si è sviluppato l’ennesimo dibattito sulla “generazione dei bamboccioni”. Del resto, dicono in molti, la generazione z è corrotta da internet, dagli smartphone, dall’assenza di disciplina. Ma, ribattono i ragazzi, la generazione z è quella del covid, della didattica a distanza, delle scuole fatiscenti, dell’abisso della solitudine e delle disuguaglianze.

Si potrebbe liquidare tutto dicendo che le stesse cose che si dicono oggi del web e della Psp, si dicevano una volta della tv e dei cartoni giapponesi. E alcuni miti sono facilmente smontabili, come quello dei giovani che non leggono, come dimostrato da “Ci piace leggere” dei ragazzi di Mare di Libri, un bel libro che abbiamo già recensitoMa la verità è che il problema degli adolescenti con la scrittura esiste, e la pandemia ha accelerato e acuito un fenomeno che ha radici strutturali.

Lo spiegava benissimo Mark Fisher nel suo “Realismo capitalista”, un caposaldo del pensiero critico del XXI secolo. Fisher, oltre che un filosofo e uno studioso della cultura popolare era stato anche un insegnante di liceo, e nel 2009 scriveva:

Provate a chiedere agli studenti più di un paio di frasi e loro vi risponderanno che “non ce la fanno”: e ricordatevi che stiamo parlando di studenti con un’istruzione superiore. La recriminazione più comune è che è noioso. Solo che l’oggetto della lamentela non è tanto in contenuto scritto dei materiali, quanto il banale atto di leggere. Non si tratta soltanto del tradizionale torpore adolescenziale, ma dell’inconciliabilità tra una giovane generazione post-alfabetizzata e “troppo connessa per riuscire a concentrarsi”, e le logiche limitanti e concentrazionarie di un sistema disciplinare in decadenza. Essere “annoiati” significa semplicemente venire esiliati dallo stimolo e dall’eccitamento comunicativo degli sms, di YouTube, del fast food; significa essere costretti a rinunciare, anche solo per un momento, al flusso costante di una zuccherosa gratificazione on demand. […]”. 

Fisher fa poi molti esempi quotidiani, per ribadire un concetto che potremmo sintetizzare così: un sistema di produzione che esige consumatori sempre stimolabili, non può pretendere studenti attenti e disciplinati, perché l’attenzione li distrarrebbe dal consumo.

Questa contraddizione colpisce anche gli insegnanti, che sono…

chiamati a mediare tra la soggettività post-alfabetizzata del consumatore tardo capitalista e le richieste del regime disciplinare (esami da superare e così via) e che, sottoposti a una pressione incredibile, si ritrovano intrappolati tra il ruolo di facilitatori-intrattenitori  e quello di disciplinatori autoritari: vorrebbero aiutare gli studenti a passare gli esami, ma gli viene anche chiesto di incarnare l’autorità, di imporre dei doveri

Fisher osserva il dilagare della dislessia e dei disturbi dell’attenzione, contestando la medicalizzazione del disagio psicologico, che scarica sull’individuo le conseguenze di cause profonde. Le richieste dei nostri studenti di un maggior supporto psicologico a scuola dice della consapevolezza del problema ma anche di quella impotenza riflessiva che descrive l’autore: si chiede aiuto, ma non si mettono in discussione i paradigmi; si chiede di gestire i sintomi e non di rimuovere la patologia. E la patologia è il capitalismo sregolato. Vale anche per la scrittura:

«La scrittura non è mai stata retaggio del capitalismo», sostengono Deleuze e Guattari nell’Antiedipo: «il linguaggio elettrico non passa nè per la voce nè per la scrittura: l’elaborazione dei dati può fare a meno di entrambe». Da qui, ecco forse il motivo per cui tanti imprenditori di successo sono dislessici

E siamo 13 anni prima del Peter Isherwell di “Don’t Look Up”.

In quest’ottica i nostri studenti non sono fannulloni smidollati, ma soggetti sociali e politici che hanno bisogno di organizzare un antagonismo reale che possono trovare i principali alleati nei loro insegnanti. E nella lettura e nella scrittura i loro mezzi.

 

 

“Merdoni” di Chiara Galeazzi:...

Ho letto d'un sorso "Merdoni" di Chiara Galeazzi (Blackie,...

Due libri per capire...

Con il finale della quinta stagione, si è conclusa...

“Manifesto pisolini” di Virginia...

Quando l’ho visto su uno stand del Book Pride...

Perché “Fra le righe”...

Abbiamo avuto il grande piacere di ospitare quest'estate alla...

Il true crime tra...

Ed eccoci giunti alla terza e (forse) ultima puntata...

Raccontare i true crime:...

di Simone Farello e Valentina Bocchino Oggi il fenomeno di...

Libri da leggere nel 2026: i nuovi “must have” per affrontare l’anno

di Valentina Bocchino e Simone Farello Non poteva non tornare anche quest'anno la mitica classifica con i libri da leggere nel 2026 ormai alle porte:...

Resistere a un mondo cannibale: “La vegetariana” di Han Kang

La sudcoreana Han Kang è un'indiscussa protagonista della letteratura contemporanea e molto del suo successo lo deve a "La vegetariana" (Adelphi, 2016 nella efficacissima...

“Tokyo soup” di Murakami  Ryū: il Giappone oscuro e pulp degli anni ’90

Il romanzo “Tokyo soup” di Murakami Ryū è uscito in Giappone nell’ormai lontano 1997. Una sua prima edizione italiana, tradotta dall’inglese ed ormai quasi...

Mondiali di calcio 2026: cinque libri per salvare un gioco

Per la terza edizione di fila i Mondiali di calcio saranno senza la squadra italiana. Questo farà disinteressare molte persone alla manifestazione che si...

Ecco i migliori 100 libri degli ultimi 25 anni secondo il New York Times

Un articolo senz'altro da non perdere per tutti i booklover è quello uscito sul New York Times che parla dei 100 migliori libri di...

“Diluvio” di Stephen Markley: il “Game of Thrones” ambientalista

Nel recensire l'imponente "Diluvio" di Stephen Markley (Einaudi, 2024, nella splendida traduzione di Manuela Francescon e Cristiana Mennella), la prima domanda che mi sono...

“Mensaleri” di Wu Ming 2: ciò che il capitale non riesce a distruggere

Come scrive l'autore nei ringraziamenti alla fine di "Mensaleri" (Einaudi, 2025), i libri dei singoli componenti del collettivo di scrittura Wu Ming sono sempre...

“Strani disegni” di Uketsu: ecco il romanzo-gioco che sta spopolando

Il mistery “Strani disegni” di Uketsu, un misterioso autore giapponese che si nasconde dietro una maschera bianca che ricorda i Senza Volto de ‘La...

Libri da leggere nel 2025: i nuovi “must have” per affrontare l’anno

Rieccoci con una delle classifiche tra le più apprezzate di Tre Buoni Motivi per Leggere: i libri da leggere nell'anno nuovo! Se vi sono piaciute...